Panoramica
La terapia farmacologica della retinopatia diabetica si basa su iniezioni intravitreali — un farmaco depositato direttamente nel vitreo, vicino alla retina. È il trattamento di prima scelta per l'edema maculare diabetico e per le forme proliferanti, accanto al laser e alla vitrectomia.
- Forma di somministrazione
- Iniezione intravitreale ambulatoriale — anestesia topica con collirio.
- Quattro classi principali
- Anti-VEGF, faricimab (bispecifico), corticosteroidi intravitreali, terapie sistemiche di supporto.
- Obiettivo
- Ridurre l'edema maculare, bloccare la neovascolarizzazione e preservare la visione centrale.
- Aderenza
- Cicli di iniezioni mensili iniziali, poi personalizzati — non saltare i controlli è essenziale.
Le classi di farmaci
Quattro famiglie terapeutiche, scelte e combinate in base allo stadio della retinopatia, alla presenza di edema maculare e alle caratteristiche del paziente. Le iniezioni anti-VEGF sono la prima scelta nella maggior parte dei casi.
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Iniezioni intravitreali anti-VEGF
Prima sceltaBloccano il VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor), la molecola che stimola la crescita di neovasi anomali e aumenta la permeabilità capillare. Riducono l'edema maculare e la neovascolarizzazione nella forma proliferante.
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Faricimab — anti-VEGF bispecifico
Nuova generazioneMolecola di nuova generazione che blocca due bersagli contemporaneamente: VEGF (come gli anti-VEGF classici) e angiopoietina-2. Doppio meccanismo che stabilizza i vasi e riduce ulteriormente l'infiammazione retinica.
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Corticosteroidi intravitreali
Seconda linea o complementoRiducono l'infiammazione e l'edema retinico attraverso meccanismi multipli. Si presentano come piccoli impianti biodegradabili o non-biodegradabili che rilasciano il principio attivo per mesi.
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Terapie sistemiche di supporto
IndispensabiliLe iniezioni oculari non bastano senza il controllo del diabete e dei suoi fattori associati. Glicemia, pressione arteriosa, profilo lipidico e funzione renale agiscono sui meccanismi della retinopatia e ne determinano la progressione.
Gestione e monitoraggio
L'efficacia della terapia con iniezioni intravitreali dipende da una procedura corretta in sala operatoria e da controlli regolari con OCT della macula. Due passaggi che il paziente deve conoscere per partecipare attivamente al percorso di cura.
La procedura dell'iniezione intravitreale
L'iniezione viene eseguita in regime ambulatoriale, in sala operatoria, con anestesia topica (collirio). Dura pochi minuti ed è generalmente ben tollerata.
Anestesia topica con collirio anestetico e disinfezione accurata dell'occhio con iodio.
Un piccolo divaricatore mantiene aperte le palpebre; il farmaco è iniettato attraverso la pars plana (4 mm dal limbus) con un ago molto sottile.
Dopo l'iniezione: instillazione di antibiotico, controllo della pressione oculare. Possibili mosche volanti o leggera irritazione per qualche ora.
Lavarsi le mani per le 24-48 ore successive — evitare di sfregare l'occhio, no nuoto in piscina/mare per 1 settimana.
Il monitoraggio con OCT
Il successo del trattamento si valuta con acuità visiva e OCT della macula a ogni controllo. L'OCT misura quantitativamente lo spessore retinico e la presenza di liquido — è il parametro principale per decidere se procedere con la prossima iniezione.
OCT a ogni visita per misurare lo spessore maculare e la risposta al farmaco.
Schema Treat & Extend: se l'OCT è asciutto, si allunga l'intervallo (di solito di 2 settimane); se compare liquido, si accorcia.
Comunicare subito all'oculista riduzione improvvisa della vista, dolore intenso, arrossamento severo o aumento delle mosche volanti.
Effetti collaterali
Le iniezioni intravitreali sono generalmente sicure e ben tollerate. Gli effetti collaterali si dividono in locali frequenti ma lievi ed effetti gravi ma rari. Una sorveglianza attiva del paziente è la migliore prevenzione delle complicanze serie.
Effetti locali frequenti (lievi)
Sensazione di pesantezza o corpo estraneo, mosche volanti nelle ore successive, lieve arrossamento congiuntivale, modesto sanguinamento sottocongiuntivale. Tutti questi sintomi sono transitori e si risolvono spontaneamente in pochi giorni.
Effetti rari ma gravi
L'endoftalmite (infezione intraoculare) è la complicanza più temuta: rara (1 ogni 1000-3000 iniezioni) ma richiede intervento urgente. Altri eventi rari: distacco di retina, emorragia vitreale severa, aumento della pressione oculare. Si manifestano con dolore intenso, calo visivo improvviso, arrossamento severo.
Effetti specifici dei corticosteroidi
Gli impianti a base di desametasone o fluocinolone possono causare aumento della pressione intraoculare (10-30% dei casi) e accelerare la cataratta nei pazienti fachici. Per questo motivo nei fachici sono di solito di seconda linea.
Quando contattare subito l'oculista
Dolore oculare intenso, calo visivo improvviso, arrossamento severo, fotofobia o aumento marcato delle mosche volanti nelle 48-72 ore dopo l'iniezione richiedono una visita oculistica urgente. Sono i segnali precoci di endoftalmite o altre complicanze serie.







